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Sguardi immortali. Il ritratto fotografico dei Balelli

Recensione del volume fotografico pubblicato dal Centro Studi Carlo Balelli per la Storia della Fotografia.

dal sito: www.musiculturaonline.it

di Alberto Pellegrino

 

Il Centro Studi Carlo Balelli per la Storia della Fotografia ha pubblicato, a cura di Emanuela Balelli e Giuseppe Trivellini, un bellissimo volume fotografico intitolato Sguardi immortali. Il ritratto fotografico dei Balelli. La pubblicazione rientra nel progetto di riscoperta e rivalutazione dell’opera di due grandi fotografi maceratesi, Alfonso e Carlo Balelli, e si suddivide in più sezioni che riguardano la storia della famiglia Balelli a Macerata tra il 1851 e il 1970 (Vincenzo Marzocchini), un repertorio fotografico dei ritratti eseguiti in studio soprattutto da Alfonso Ballelli accompagnato dalle schede sui personaggi più noti passati davanti all’obiettivo di questi due fotografi (Maurizio Nati). Emanuela Balelli ha commentato l’Album fotografico di famiglia, mentre Paolo Verdarelli ha trattato il tema delle donne lavoratrici fotografate da Carlo Balelli.
Il volume si apre con una prefazione della dott.ssa Alessandra Sfrappini e del dott. Fulvio Besana, rispettivamente direttrice e direttore della Biblioteca Comunale e della Biblioteca nazionale di Macerata nelle cui fototeche sono custoditi gli originali delle foto pubblicate Le vari sezioni sono state introdotte dal saggio Per una fenomenologia del ritratto fotografico tra Ottocento e primo Novecento di Alberto Pellegrino, nel quale si traccia una breve storia del ritratto e si indicano le coordinate stilistiche di vari ritrattisti per contestualizzare opportunamente l’opera dei Balelli. Alfonso mostra una grande capacità tecnica e interpretativa sia nel ritratto maschile che femminile con una sapiente collocazione dei soggetti e un efficace impiego delle luci secondo uno stile tipico dell’atelier fotografico; al contrario Carlo mostra una eccezionale capacità tecnica e stilistica nel ritratto istantaneo eseguito all’aperto on al chiuso, riuscendo a cogliere l’attimo, usando la luce naturale che riesce a sfruttare per dare intensità e spessore alle sue immagini.
 
 
 
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